Giovanni Pisano: successo della mostra in corso a Pisa.


Giovanni Pisano memoria di uno scultore. La mostra dedicata a Giovanni Pisano si sta tenendo a Pisa a Palazzo dell’ opera del duomo è sarà visitabile fino all’ otto marzo. La mostra è stata in occasione della ricollocazione del pulpito all’ interno della cattedrale (1926). La mostra si presenta come un’occasione preziosa per rileggere una delle figure più complesse e innovative della scultura medievale italiana, restituendone tutta la forza espressiva e la sorprendente modernità. Inserita in una città che è stata non solo il luogo della sua formazione, ma anche un laboratorio fondamentale del suo linguaggio artistico, l’esposizione riesce a dialogare in modo efficace con il contesto storico e urbano che ha contribuito a plasmare il maestro.
Figlio di Nicola Pisano, Giovanni eredita una solida base classica, ma se ne distacca con decisione, spingendo la scultura verso una tensione drammatica e una vitalità emotiva fino ad allora inedite. La mostra mette bene in luce questo passaggio cruciale: dalle prime opere ancora legate all’equilibrio e alla compostezza paterna, fino alle soluzioni più audaci, in cui le figure si contorcono, si piegano, si caricano di pathos e di movimento. Il percorso espositivo evidenzia come Giovanni non cerchi la bellezza ideale, ma una verità espressiva capace di coinvolgere lo spettatore sul piano emotivo. Particolarmente efficace l’attenzione riservata al rapporto tra scultura e architettura, elemento centrale nella produzione pisana dell’artista. I rilievi, le statue e i frammenti presentati mostrano come Giovanni concepisca le figure non come elementi isolati, ma come parti vive di uno spazio narrativo più ampio. I corpi sembrano reagire all’ambiente che li circonda, rompendo la rigidità delle superfici e creando giochi di luce e ombra che amplificano il senso di dramma e movimento. La mostra sottolinea anche la straordinaria capacità narrativa di Giovanni Pisano. I volti intensi, spesso segnati da espressioni di dolore, tensione o fervore spirituale, raccontano storie che vanno oltre l’iconografia tradizionale. In questo senso, l’artista appare come un precursore di una sensibilità più moderna, capace di umanizzare il sacro e di avvicinarlo all’esperienza concreta dell’uomo medievale. Le scene religiose diventano così episodi carichi di emozione, in cui lo spettatore è chiamato a partecipare, non solo a contemplare. Un altro merito dell’esposizione è quello di restituire Giovanni Pisano come figura centrale nel panorama europeo del suo tempo, evidenziando influenze gotiche e aperture verso linguaggi che superano i confini locali. Pisa emerge come crocevia culturale, e Giovanni come interprete inquieto di un’epoca di profonde trasformazioni artistiche e spirituali. In conclusione, la mostra pisana offre una lettura approfondita e coinvolgente di Giovanni Pisano, riuscendo a restituirne la complessità senza appesantire il racconto. È un percorso che invita a guardare con occhi nuovi un maestro spesso considerato solo in relazione al padre, riconoscendogli invece un ruolo autonomo e decisivo nello sviluppo della scultura occidentale.